White roses and greenery arranged in a bouquet.

Informazioni sull'evento

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La Cerimonia

Basilica di Santa Maria in Aracoeli

Indirizzo

Scala dell'Arce Capitolina, n.12,
00186 Roma RM

Orari

Inizio della cerimonia alle h. 11:00

Il Ricevimento

Palazzo Brancaccio

Indirizzo

Viale del Monte Oppio, n. 7
00184 Roma RM

Orari

Inizio previsto del ricevimento h. 13:00

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Beyond Colosseum

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L’impatto architettonico e l’interno della basilica

Entrando dalla porta centrale, la basilica colpisce per un insieme solenne ma intimo. La pianta è basilicale a tre navate, scandite da 22 colonne tutte diverse, provenienti da edifici di epoca romana, che testimoniano il riuso di materiali antichi e la stratificazione storica dell’edificio.

Aracoeli e l’Ordine francescano

Santa Maria in Aracoeli è la chiesa centrale dell’Ordine dei Frati Minori. Fin dal XIII secolo da qui si irradia l’azione francescana nel mondo, ispirata al minoritismo di san Francesco d’Assisi. Tra i grandi artisti legati alla basilica si ricordano Arnolfo di Cambio, Jacopo Torriti e Pietro Cavallini, che contribuirono alla sua decorazione.

Vicende storiche e ruolo civico

La basilica sorge sul luogo dell’antica Arce Capitolina e si è salvata dalle demolizioni che, alla fine del XIX secolo, portarono all’abbattimento del convento francescano per la costruzione del Vittoriano.
Santa Maria in Aracoeli è storicamente la chiesa del Comune di Roma: nel Medioevo ospitava le sedute del Consiglio comunale, concili e capitoli generali dell’Ordine francescano. Anche l’occupazione napoleonica segnò profondamente il complesso, con la dispersione di numerosi arredi e preziosi oggetti sacri.

La cripta e la continuità del culto

Nonostante le trasformazioni, la basilica conserva una delle cripte più antiche e venerate di Roma, meta ininterrotta di pellegrinaggi e testimonianza della continuità del culto cristiano nel sito.

Il soffitto e il pavimento

Tra le opere più celebri spicca lo splendido soffitto a cassettoni dorati, realizzato tra il 1572 e il 1586 in memoria della vittoria di Lepanto. Opera di Flaminio Bolognese con interventi di Trapassi, Sermoneta e Muziano, è considerato uno dei più fastosi al mondo, particolarmente suggestivo alla luce del tramonto.

Il pavimento, rimaneggiato rispetto all’originaria decorazione cosmatesca, racconta la storia della basilica attraverso le sovrapposizioni di interventi di secolo in secolo.

Opere d’arte e grandi artisti

La basilica custodisce numerose testimonianze artistiche di altissimo livello. Tra queste:

Donatello, con la pietra tombale di Giovanni Crivelli (1433);

Gian Lorenzo Bernini, autore dell’epitaffio di Carlo Barberini (1630) e della grande epigrafe per Urbano VIII (1636).

Numerosi altri artisti hanno lasciato opere preziose, tra cui Bregno, Sansovino, Benozzo Gozzoli, Michelangelo, Giulio Romano, Benefial e Vincenzo da Bassiano.

Simboli e spiritualità francescana

La celebrazione della santità alla maniera francescana permea tutta la basilica: nei tondi sotto i finestroni sono raffigurati santi e beati dell’Ordine. Gli stemmi del Comune di Roma e dei Frati Minori, visibili lungo la chiesa, sottolineano il legame profondo tra la città, la basilica e l’Ordine francescano.

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